Poliedricità ed estrosità ideativa e di soluzioni attuative ed estetiche a 360 gradi; sfrenato eclettismo ed inesauribile imprevedibilità realizzativa esperiti in sorprendenti esiti incentrati sull’utilizzo di inusuali mezzi elaborativi, di spiazzante fantasiosità e scompaginante varietà di effetti compositivi. Curiosità inestinguibile, mirata alla ricerca di sempre nuove ed originali formule sperimentative, messe in fieri con l’impiego dei più insoliti ed inusitati materiali in risultanze (scaturigini di genialità) di spettacolari, scioccanti opere; in sinergia o contrappunto provocatorio tra pitto-scultura, arte fitttile, collages, installazioni, performances.
Impervia e pressochè impossibile, una definizione connotante la multiforme metodologia del fare e dei canoni stilemici che consenta di profilare ed inquadrare le scelte ed i dettami tematici ed iconografici di SERGIO ZUCCA.
Poiché il versatile personaggio si dedica contemporaneamente e con talento all’esercizio pittorico, alla scultura, alla ceramica. E’ infatti abilissimo artigiano e fervido artista: il cui iter di linguaggio visivo-plastico, sovente, disorienta, sorprende l’osservatore delle sue opere. Proprio per la capacità dell’autore a percorrere con consistente ed esauriente proposizione dialettica sia le tappe pittoriche di una figurazione che si dispiega dal realismo all’astrazione, dall’informale all’area concettuale e metafisica, fino alla progettualità e concretizzazione di soggetti-installazioni, dalle sollecitanti problematiche culturali, sociali, etiche ed introspettiche.
Audace inventiva e manualità di trascinante emotività, frenesia partecipativa e mediatica (trasposte nel segno-gesto-colore), anticonformismo, indipendenza(pur nel rispetto ed ammirazione di ogni importante schema stilistico) da ogni orientamento e corrente: sono i peculiari parametri in cui ZUCCA fonde e salda la sua autonomia di imprinting, di stesura grafico-foggiativa e di motivazioni ideologiche. Dati rilevanti in tutte le sue creazioni tramite una visionarietà ed una verve di modellato tridimensionale allusiva quanto criptica. Esaltando un codice di comunicazione espressivo intrigante ed ammiccante: coacervo insondabile e di fantasmagoria onirica, precisione di dettaglio descrittivo e lucida disamina nella sfera psichica sul senso-scopo, interpretazione della vicissitudine esistenziale. La sua incalzante e mai appagata analisi intellettiva e metodologica si manifesta precipuamente nella voglia tumultuosa e tormentatrice di avvalersi di tutti gli elementi e i mezzi possibili e nei loro più contrastanti accostamenti e nell’affrontare settori argomentativi e di ordine sociale di particolare asprezza e scalpore.
La cifra stilistica di ZUCCA, si muove e si distingue all’insegna di un lessico di visione e di rilievo, contrassegnata dall’inedito e dalla tensione di suscitare sorpresa e sconcerto; dalla volontà di stimolare, approfondire ambiti di meditazione filosofica e spirituale.
Appassionati ed inquietanti,. sincere e laceranti le sue dissertazioni sulla dimensione contemporanea del vivere dell’uomo e sulle finalità dell’oltre, si rivelano allegoricamente negli ultimi dipinti ad olio.
Le opere di ZUCCA sono simboli, transfert della sua pregnante, vibratilissima, esasperata sensibilità e divengono medium del suo rapportarsi a volte con disagio, rabbia, malinconia alla realtà societaria cui è stato consegnato il terzo millennio. Egli dimostra e testimonia la passione del suo impegno civile e la propria ansia di mutamento nel bene e il timore dell’ignoto futuro che avanza.
I suoi lavori attestano il riflettere nel più profondo di se stesso redigendo con sferzante senso della cronaca i mali che insidiano il progresso e l’avvenire dell’Umanità. I devastanti drammi , così attuali, della guerra e della droga, le difficoltà caratteriali dei giovani, la solitudine e l’inquietudine ad ogni età, la libertà, l’aspirazione alla conoscenza e consapevolezza del proprio IO: sono le pietre miliari che sostengono ed emblematizzano il cammino iconografico zucchiano. Nei suoi dipinti-sculture, affiorano sempre, l’irrefrenabile, ineludibile bisogno di comunicare con gli altri uomini ed indicare a costoro la via di un auspicabile affrancamento e di una rinascita: per la dignità, unicità, il rinnovamento morale della persona e delle sue aspirazioni al Trascendente |