"il Neorealismo Virtuale"
   
Perchè il Neorealismo di Zucca è virtuale
….In que­sta genesi delle idee i segni intervengono in modo immediato e attivo, dapprima a esprimere le sue pri­me sensazioni, come linguaggio emotivo e passionale, come linguaggio d'azione, e poi come modo per fissare la stessa crescita del pensiero, in quan­to il linguaggio della pittura non ha bisogno di interpreti; la sua immediata comunicabilità offre una virtualità visiva……
            ……… Oggi il nuovo (o neo-) realismo di Sergio Zucca, diventa virtuale e attraverso l’uso della computer –art, usata non in luogo, come esclusione degli strumenti tradizionali, ma come atteggiamento di ricerca. L’artista ci propone la tesi di un realismo aggiornato è costituisce la sua novità e il suo punto di distacco dal realismo tradizionale, nonché la sua linea di difesa contro l’idealismo  di maniera oggi dilagante.
Gianni Daccomi
   
         
         
         
         
         
         
 
Attualmente l'arte è contrassegnata dalla persistente difficoltà a trovare vie nuove d’espressione. Un rimedio a questa evidente situazione consiste, a parer mio, nell’unire la tradizione ,con il suo epico passato, alle recenti tecnologie digitali che la contemporaneità, con i suoi incessanti progressi, propone con ritmi incalzanti.
Il soggetto delle mie opere deriva dall’accurata scelta di una foto, poi rielaborata al pc con specifici programmi. La realizzazione tecnica è classica: disegno su tela, seguito da un’ impronta con colori ad acqua, rifinita e ravvivata ad olio , lasciando talvolta scorgere la morbida e indefinita prima stesura. .
L’intento di questa fase artistica ,che mi piace definire”Neo realismo virtuale”,è quello di giungere ad una vorticosa sintesi del mio più remoto interesse sociale ,fatto di ironica analisi e denuncia di fatti quali l'inquinamento, le guerre, l'abuso di potere con la mia più recente attenzione verso tematiche introspettive come la solitudine e l’equilibrio psichico..
La frenesia e la velocità della società contemporanea,fatta di informazione ambigua in tempo reale,di continua rincorsa ad un benessere fittizio,trasportano l’uomo in un vortice di percezioni sempre più difficili da decifrare e lo costringono nella sua solitudine,ormai indifferente alle catastrofi e alla manovre di chi detiene il potere..
In quest’ottica non vedo la velocità, come potevano fare i pittori futuristi, simbolo di crescita e progresso, bensì come l'esasperazione di certi valori che, nati positivi, per l'abuso e l’insaziabilità dell'uomo, scadono in una degenerazione bulimica, possibile causa della fine del benessere e del bello..
Velocità mezzo per dimenticare la realtà?.
Nonostante questo, una vena di ottimismo pervade sempre le mie opere. Ciò traspare attraverso il gusto e il culto dell'estetica,che, insito nel mio carattere , si trasmette anche nell’arte..

Sergio Zucca e Roberto Stanchi