Perché il neo-realismo di Sergio Zucca è virtuale
 

L’operare artistico di Sergio Zucca, si sviluppa nel tempo, ma la sua personalità eclettica è sempre vivissima. Nei suoi ultimi lavori ci propone una serie coeren­te e sistematica di conclusioni in un' ottica che è insieme materialistica, storicistica e attenta ai fattori sociali, svi­luppando una fenomenologia minuta dei vari tipi di espressione,  attraverso i segni della propria coscienza pittorica.

L’impegno dell’artista va oltre la figura estetica e porta con se un giudizio morale che tende a coincidere ed annullarsi in un principio di regola sociale. Dai suoi sensi derivano non soltanto le percezio­ni ma tutte le attività dell' anima, dalla memoria, all' at­tenzione, alla comparazione e quindi al giudizio.

In que­sta genesi delle idee i segni intervengono in modo immediato e attivo, dapprima a esprimere le sue pri­me sensazioni, come linguaggio emotivo e passionale, come linguaggio d'azione, e poi come modo per fissare la stessa crescita del pensiero, in quan­to il linguaggio della pittura non ha bisogno di interpreti; la sua immediata comunicabilità offre una virtualità visiva.

L’intento di Zucca è considerare l’arte come un mezzo di comunicazione e convincimento presso una Società, un mezzo per intervenire direttamente nell’istante che fugge, la velocità di un momento (che dura una vita) dove tutto è fondato sul denaro, sull’apparire senza essere, sull’arrampicarsi sugli specchi della vacuità scivolando regolarmente a calpestare quei valori etici che sono gli alleati dell’affermazione del mondo in un suo cammino positivo.

Il realismo fa parte integrante dell'arte e può essere ripetuto inesauribilmente restando attuale ed originale cambiando e “rinnovandosi”,  con l'evolvere del tempo. Già dai primi del ‘900 altre correnti, allora rivoluzionarie, si opposero restando originali per un periodo breve ma sufficiente a determinare uno stacco dalla tradizione ormai  diventata statica.

Oggi il nuovo (o neo-) realismo di Sergio Zucca, diventa virtuale e attraverso l’uso della computer –art, usata non in luogo, come esclusione degli strumenti tradizionali, ma come atteggiamento di ricerca. L’artista ci propone la tesi di un realismo aggiornato e costituisce la sua novità e il suo punto di distacco dal realismo tradizionale, nonché la sua linea di difesa contro l’idealismo  di maniera oggi dilagante
Gianni Daccomi