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Cenni biografici
La vita, la storia, le esperienze esistenziali, il contesto sociale, gli avvenimenti politici e gli eventi drammatici di questi ultimi 40 anni sono fortemente impressi, mescolati, anzi parte sostanziale dell'operare artistico di Sergio Zucca. Nato a Genova nel 1949 frequenta il liceo artistico "Barabino" alla fine degli anni sessanta in quel sconvolgente periodo ricco di stimoli, seduzioni, eccessi, mutamenti. Sensibile, fragile, permeabile si esprime con una pittura che all'interiorità affianca le problematiche sociali ma presto si trova fermo, imprigionato dal suo stesso desiderio di vita e di partecipazione.Per otto anni non opera manualmente, non crea ma si ricrea senza rinunciare alla sua parte artistica, alla sua originalità, alla sua indipendenza. Apertura ed anticonformismo, ribellione e desiderio di autonomia si ricompongono in un progetto di vita. Ritorna ad operare nel 1987 esprimendo la sua rinascita morale ed artistica, disegna, dipinge.Valuta la realtà sociale in modo personale, autonomo e la sua critica è tanto più dolorosa quanto più profonda e sincera.In una continua ricerca di tecniche nuove esplode in opere dove tutto è usato, pastello, olio, tempera, acquarello, smalti opachi e fluorescenti, brillanti ori, lustri metallici, dipinti su vetro, su stoffe, su legno su ceramica. La sua incessante voglia di usare tutto , vedere tutto, esprimere il più possibile agli altri non gli permette la sosta in un modo e in uno stile o in una tecnica, è troppo spinto dal desiderio di far capire e di partecipare e dal conseguente bisogno di ricerca di mezzi espressivi. Non cambia il passato artistico, semplicemente continua a mutare coerentemente con le sue necessità artistiche. Racconta i suoi pensieri con le sue opere;nulla è casuale o ripetuto, nulla è conforme o copiato, tutto è sempre in quel momento necessario.
Cosi risponde alla strage degli studenti in Cina,alla droga, all' AIDS, al suicidio giovanile, ma anche al suo desiderio di armonia e alla sua voglia di divertimento come quando ripesca e ricolora una vecchia rete trovata sulla spiaggia. Certo, forse, gli sarebbe più comodo raffinare un modo ma esistenzialmente non gli è possibile. E' la coerenza con il suo sentire la parte più bella della sua opera
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